A MILANO SI FESTEGGIA LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

 

Sabato ventotto ottobre si svolge – a partire dalle ore 10:00, presso il Centro di Aggregazione Multifunzionale di via San Marco 45, nella zona di via della Moscova – una delle tante iniziative che in questo periodo ricordano il centenario della Rivoluzione d’Ottobre.

Ad organizzare la giornata è il Circolo Itinerante Proletario “Georges Politzer”, in collaborazione con l’assoiazione Scintilla Onlus: sono inoltre presenti militanti di Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia e del Comitato Nazionale di Ricostruzione del Partito Comunista d’Italia (Marxista-Leninista) che ha sede ad Oleggio (No).

Ad aprire è Aldo Calcidese che tiene una lunga relazione sui frutti politici dati dalla Rivoluzione russa fino alla ascesa al potere del giuda Nikita Sergeevic Krusciov artefice, con i suoi successori, della distruzione di tutto ciò che era stato fatto in precedenza – sotto la direzione dei compagni Lenin e Stalin – verso l’instaurazione di una autentica società socialista.

A seguire tocca a Sandro, di Scintilla Onlus, che legge l’intervento preparato da Aldo Serafini – costretto all’assenza dalle proprie precarie condizioni di salute – che illustra le conquiste ottenute, nello stesso periodo, in campo culturale.

Successivamente viene ascoltata la registrazione del discorso di Davide Spagnoli, ricercatore storico – costretto all’assenza da motivi legati alla sua attività lavorativa – che affronta il tena del continuismo tra l’Unione Sovietica e la Russia odierna, per poi smontare alcune delle più clamorose panzane anticomuniste costruite dagli imperialisti.

L’intervento seguente, quello di Antonio di Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia, si incentra sulla lettura di una parte del documento “Costruiamo l’organizzazione politica indipendente e rivoluzionaria della classe operaia”.

Giustamente poi contesta la tesi dello Spagnoli, precisando che non è assolutamente vero che la Russia odierna rappresenta un caso di continuismo con quella che era l’Unione Sovietica: l’utilizzo di alcuni simboli da parte di Vladimir Vladimirovic Putin è semplicemente una questione di opportunismo, di facciata.

Dopo la pausa, vi è il saluto di chi scrive a nome sia della redazione di P.T. sia del circolo Culturale Proletario di Genova; a questo segue l’intervento di Davide, un informatico vicino al circolo organizzatore, che chiede che venga fatta una seria analisi delle classi della società, tenuto conto delle trasformazioni subite dal proletariato negli ultimi decenni.

Successivamente prende la parola Piero Beldì, del Comitato Nazionale di Ricostruzione del Partito Comunista d’Italia (Marxista-Leninista): questi afferma – concetto che verrà ripreso anche dal Calcidese nella sua replica – che è giusto ricordare anche la figura del compagno Enver Hoxha, in quanto gigante della storia del comunismo e grande difensore del marxismo-leninismo di fronte al revisionismo kruscioviano.

Dopo una breve replica di Antonio, che ricorda come sia assolutamente deleterio per il movimento comunista appoggiare un imperialismo per contrastarne un altro perché ritenuto più potente, i lavori si chiudono poco prima delle sedici sulle note dell’Internazionale.

 

29 ottobre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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